lunedì 27 aprile 2009

L'isola dei Vietnamiti

Dopo aver visto il floating market non c’è più alcuna ragione di rimanere a Can Tho, quindi ci si fa una passeggiata fino alla stazione degli autobus (circa 3Km dal fiume) e si prende il primo in partenza per Rach Già e da li il traghetto “Superdong” per l’isola di Phu Quoc (250.000 Dong, circa 11€), l’isola dove tutti i vietnamiti vanno quando prendono le vacanze.
Phu Quoc è un’isola davvero splendida ma non bisogna dimenticarsi che è popolata da vietnamiti e quindi ogni accordo che si fa, che sia per il prezzo di un calamaro fritto o il passaggio verso l’hotel in cui si vuole passare la notte, bisogna essere pronti ad incazzarsi per il prezzo concordato e sopratutto ricordarsi che gli autisti (di minibus o motobike taxi) tenteranno sempre di portarvi negli hotel in cui pare a loro dicendovi che quello da voi scelto è pieno e chiedendovi ovviamente un sovrapprezzo.
Vietnamiti a parte l’isola è davvero un gioiello naturalistico tutto da esplorare, basti pensare che l’85% dell’intera superficie dell’isola è considerata parco nazionale!
Dal molo sulla costa est prendiamo un minibus e in 15 minuti siamo dall’altra parte dell’isola.

Come si evince da questo scatto, gli elmetti non sono 
un mero accessorio da indossare solo sulla "mottobaik-mottobaik", 
ben sì crescono spontanei sul capo in una sorta di simbiontica unione... 
per tutta la vita e nei secoli dei secoli, amen!

Se volete fare una vacanza di lusso non avete che l’imbarazzo della scelta, una passeggiata lungo la spiaggia bianca vi porta di resort in resort fin oltre i confini della città.
Se invece il vostro è budget low cost un buon hotel può essere il Thao Van (100.000 Dong, circa 4,40€), a 5 minuti a piedi dal porto lungo la strada che costeggia il mare in direzione Sud, nulla di eccezionale ma almeno è pulito e le stanze non puzzano di muffa.
La cosa migliore da fare a Phu Quoc, oltre quella di sollazzarsi tra spiagge bianche e acqua cristallina è quella di affittare una motoretta (100.000 Dong, se vi chiedono di più vi stanno rapinando!) e andare ad esplorare l’intera isola.
Le strade a Sud sono accettabili al massimo un po di sterrato in condizioni decenti e poi ancora asphalto.
Verso Nord le cose cambiano drasticamente, l’asphalto diventa solo un vecchio ricordo, lo sterrato si fa più intenso e si alterna con terra rossa e buche delle dimensioni di un groviera… quando ovviamente non siete costretti a fare un paio di deviazioni in mezzo alla vegetazione per attraversare dei crepacci in cui i ponti di legno sono crollati o ancora più semplicemente i ponti proprio non ci sono e si deve guadare il fiume con la motoretta.
Consiglio spassionato: procuratevi di una mascherina stile “giappo” e occhiali con lenti larghissime da coprire il più possibile la faccia o vi ritroverete a fine serata con una bellissima tinta rossastra uniformemente spalmata da capo a piedi.
Avventura, relax e divertimento assicurati!

E si parte lungo le splendide strade dell'isola.

Stop, bagnetto e di nuovo in sella.

Da un lato la costa e dall'altro scorci del parco naturale 
che praticamente comprende l'intera isola.


Ogni tanto ci si imbatteva un qualche capanna di pescatori isolata o villaggi.
Ovviamente i bambini erano onnipresenti.

Ecco, poco più avanti inizia il crepaccio che ci costringe ad 
una deviazione forzata di qualche Km in mezzo alla foresta.

Qui sì che si può fare il bagno ovunque... 
praticamente come a Rimini!

Pure la stessa acqua!
Mi domando cazzo ci sono venuto a fare qui 
se in Italia abbiamo le stesse cose.

Una delle lance dei pirati Somali venuta a fare il pieno di miscela.


E noi ci stupiamo di Napoli, ah!

Una vecchia abitazione d'epoca, mi stupisco che sia ancora in piedi.

Solo le strade principali sono asfaltate e sono 3 in tutto.

Questa cascata ha visto tempi migliori, 
magari durante la stagione delle piogge avrà più vigore...

Altro giorno, altro lato dell'isola... mica 
pensavate che l'avessi fatta tutta in un giorno solo eh?






Come avrete notato non ho commentato ogni singola foto...

... per il semplice motivo che non ne avevo voglia 
e di certo alcune immagini parlano da sole.

Però il piatto kitch non potevo lasciarmelo scappare!

Dopo la noce di cocco fresca ed il caffè freddo 
con il latte condensato (meraviglia delle meraviglie), 
una pausa è più che doverosa!

Ripartiamo in bovina compagnia.

Una doverosa foto ricordo con un perfetto sconosciuto.


... la parità dei sessi.

Cameriere, una noce di cocco e alla svelta!

Questa è troppo facile!

Durante la guerra del Vietnam su quest'isola 
era stato istituito un mega campo di prigionia e 
questo monumento rappresenta la fine di 
quell'epoca e la liberazione dei prigionieri.

Tipico ed allegro cimitero Vietnamita.

Una delle più belle spiagge dell'isola, 
peccato che sia stracolma di vietcong.


Lo scalpo di un vietnamita!
AAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHH!

Rudere lungo la spiaggia.


Questa invece è come si presentava la parte turistica dell'isola.

Se gironzolare in moto non vi aggrada potrete sempre fare un salto al faro del porto e da li al mercato ma di certo non è la stessa cosa.

Tale padre tale figlio...

Uno sguardo dal balcone dell'hotel.

Si lavora e si fatica per il pane e per la ...

Colazione Time.

Uno dei soliti coloratissimi templi.

A me ricorda un personaggio alquanto noto ed alquanto belligerante.

Veduta panoramica del porto.

Il faro (leggermente decentrato sulla desta).

Tutti al lavoro per riparare la rete.
Che lavoro tedioso.

Almeno le barchette colorate mettono il buon umore.

Ed eccoci al centro commerciale...

Svariati tipi di frutta...

... pesce freschissimo, appena pescato...


... e se hai bisogno ti puliscono all'istante anche galline e anatre!



1 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma povere paperelle ;A; piccine sono terrorizzate!
Comunque questo tuo viaggio mi è sembrato fantastico!Piacerebbe molto anche a me provare un'esperienza simile! Non riesco a smettere di leggere le tue avventure :D continua a scrivere mi raccomando!