Un viaggio di 4 ore e 30 percorrendo la Highway 1A da Est a Ovest verso le rive del Mekong.
Il pensiero mi rimanda inevitabilmente a poche settimane addietro, quando percorrevo quelle stesse strade le in sella alla Minsk, passando di villaggio in villaggio tenendo d’occhio continuamente il ciglio della strada per scorgervi le pietre miliari, ossia quelle pietre che segnano quanti kilometri mancano ad una determinata città.
Tornato a fare parte dei “comuni viaggiatori” e quindi costretto alle tempistiche delle tabelle orarie faccio sosta come tutti al tipico ristorantino sulla strada, dove ogni pullman diretto a Saigon ha la sua fermata obbligatoria.
Saudaji, la nostalgia per quello che è stato è un paragone inevitabile.
Un pasto veloce ed un caffè sono comunque quello che ci vuole visto che la colazione è stata completamente saltata.

Come si evince dall'immagine non c'è un gran che da fare.

Interessantissimi questi vasi contenenti radici, bacche,
aspidi e scorpioni sotto salamoia.
Chissà che delizia.

Una rapida vista alla cucina.

Et voilà il pranzo è servito!
A migliaia, come la piaga delle cavallette sull’Egitto, i motorini si riversano sulla strada infilandosi in ogni spazio libero del selciato.
Come dei barbari discendono dal marciapiede e senza preavviso o accenno si immettono in ogni senso di marcia e ogni direzione, perchè quì è chi è già alla giuda che deve stare attento alle precedenze, non chi vuole partecipare alla corsa.
Immaginatevi di essere sulla tangenziale e quello davanti a voi si accorge di aver sbagliato direzione ed improvvisa una serena inversione ad U suonandovi in faccia perchè lo dovete fare passare e non sto parlando di motorini adesso ma ensi di automobili (ebbene sì, ci sono pure loro, poche ma ci sono).
Qualunque forma con 2 o più ruote possiate immaginare quà è realtà e di certo circola per queste strade.
Il pullman arriva a destinazione nel quartiere turistico di Saigon, dove la maggior parte degli stranieri storditi dal viaggio, dal caldo e dal caos trovano un facile alloggio con prezzi che si aggirano tra gli 8 e 15 dollari a notte.
Dopo una doccia e ripreso coscienza mi appresto ad una rapida esplorazione della zona.
Traffico a parte le cose che lasciano basiti sono sostanzialmente due:
1. i cavi elettrici che scorrono come un’immensa ragnatela sull’intera città.







Aiuto Spiderman!!!
Sperando che non mi arrivi questo in soccorso.

Mi piacerebbe vedere uno dei tecnici telecom al lavoro su sto casino.

Questa foto vale doppio, da notare gli
scatoloni appesi nel palazzo sullo sfondo.

Dopo un po capisci che hanno una funzione ben precisa,
cioè la salvaguardia della persona che si vuole
suicidare buttandosi dal secondo piano e
rimane inevitabilmente invischiata nel groviglio di fili.

Se solo avessi un doppino telefonico a portata di mano...
cablaggio volante e telefoni con chi vuoi!

E mò come si sbroglia sta matassa?
2. la bizzaria architettonica degli edifici.

Tranquilli, sono venuto a capo anche di questa faccenda...

... in pratica quì è un po come Amsterdam e i pennelli Cinghiale , per una facciata grande si esige una tassa grande...

... ovvero, per pagare meno tasse sull'immobile
i vietnamiti riducono al minimo l'ingombro
della facciata o ingresso sulla strada ma possono
poi costruire verso l'alto e in profondità quanto gli pare.

E questo è ovviamente il risultato delle
stradine che vi scorrono in mezzo.
Ma Saigon non è solo traffico e cablaggi alla buona, nei pressi della zona turistica (detta anche “Distretto 1”) sorge tra i due sensi di marcia della strada principale un discreto parco alberato dove di giorno i vietnamiti sono soliti ripararsi dal sole e dall’afa o esercitarsi in a varie attività fisiche mentre alla sera viene preso d’assalto dalle coppiette che civettano e tubano sulle panchine o sui motorini.
In questo mi sa che tutti i parchi del mondo sono paese.
Dall’altra parte del parco si snoda l’area del mercato, una tendopoli permanente ma con stile, dove ospita una marea di scarpe, borse magliette e quant’altro materiale possa essere contraffatto.
Subito dopo l’area “commerciale” si può trovare un simpatico tempio Indù dove i fedeli si recano a pregare, accendere incenso e porgere doni alle varie icone.
La cosa più bella è che di fronte al tempio, sul lato opposto della strada ci sono i saloni delle parrucchiere e massaggi con tanto di commesse in abiti succinti.
Coesistenza perfetta tra peccato e religione?

Genitori in attesa dell'uscita da scuola dei pargoli.

Il commercio illegale di opere contraffatte è
diffusissimo in tutto il Vietnam.
I vari negozi di DVD e CD sparsi in tutto il paese
non fanno altro che vendere le varie copie
pirata o scaricate da internet.
E quando gli chiedi di arrotondare sul prezzo ti senti rispondere:
Negoziante: "Spiacente non posso abbassare il prezzo, è originale."
Io: "come originale, ma se c'è scritto la visione di questo
film è a solo scopo dimostrativo e la proprietà e della universal!"
Negoziante: "si, ma è copiato dall'originale..."

Incredibili mezzi di trasporto.

Si fa quel che si può.

Facciata Tempio Indù.




Ehhh già, un pò come ad Amsterdam insomma...
Non so dire se ci siano pro e contro nell’attesa di 5 giorni lavorativi che diventeranno 7 giorni con il fine settimana in mezzo e i 25 dollari spesi per rimanere un altro mese in questo paese ma siccome Saigon ha un’aria così civilizzata rispetto a tutte le altre, non mi lamento poi molto.
Per chi volesse cimentarsi in una bella impresa burocratico/linguistica, l’estensione del visto a Saigon costa precisamente 10 dollari ma bisogna farne richiesta direttamente ad un non ben precisato ufficio/ente in un non ben precisato palazzo/ministero in un non ben precisato luogo/quartiere/distretto…. insomma la cosa è alquanto oscura et macchinosa.
Con 15 dolla (sì, hai letto bene dolla!) in più ci si toglie ogni pensiero.
Ora che il tempo a mia disposizione è abbastanza posso gironzolare allegramente per i vari distretti e fare visita di giorno in giorno alle varie attrattive turistico-culturale che la città offre, quindi dopo uno zigzagare tra le vie e viuzze vado a vedermi la Cattedrale di Notre Dame che di sera è ancora illuminata come una albero di natale in previsione del Tet, il capo d’anno Cinese.
Esternamente devo dire che non è nulla di speciale e al suo interno, come nelle peggiori uova pasquali la sorpresa è ancora più scadente con una spiccata tendenza al kitch.


Quelli sopra si spulciavano, questo se la dorme...

... e questi se la ridono.
Beati i Macachi.

Questo albero ha dell'incredibile.

Si lavora fino a notte fonda.

La cattedrale di Notre Dame.

Notare lo stile gotico delle raccapriccianti gargolle...


Illuminaci d'immenso!

Non mi sorprendere se le persone avessero
un'illuminazione divina con tutto sto neon a corredo.

Sembra quasi il Gesù Compagnone.
Altro giorno ed altro giro culturale, questa volta davvero culturale e non agghiacciante come un brutto B-Movie dell’orrore.
Questa volta si fa visita al museo sulla guerra che ha dilaniato il paese per oltre 30 anni, prima contro il dominio francese poi con gli americani.
Devo ammettere che il museo è davvero ben fatto, suddiviso in varie aree tematiche dove l’intera storia viene raccontata attraverso foto, documenti originali, mezzi e ricostruzioni delle prigioni.
Questa volta si fa visita al museo sulla guerra che ha dilaniato il paese per oltre 30 anni, prima contro il dominio francese poi con gli americani.
Devo ammettere che il museo è davvero ben fatto, suddiviso in varie aree tematiche dove l’intera storia viene raccontata attraverso foto, documenti originali, mezzi e ricostruzioni delle prigioni.

Planimetria del museo.
Non dovrò mica commentare tutto vero?











Una delle tante foto d'epoca.
Considerazioni a parte anche lo stomaco ha bisogno di attenzione e quindi ripercorro una delle strade più popolose e vado a provare uno dei ristoranti all’aperto che si affacciano sull’area del mercato.

Il teatro.

Il palazzo comunale.

Uno dei tanti lussuosissimi hotel del centro.

Questa sera pescie!

Shit Happend!
Ovvero Giustizia Divina.
Purtroppo lo zoo è ancora come era al tempo del colonialismo, spazi ristretti per animali grandi ed i piccoli tutti ammassati.
La nota buona è che è in ricostruzione e quindi alcune aree sono chiuse o senza animali, quella cattiva è che non sò quanto i vietnamiti siano in grado di applicare le regole internazionali che regolamentano la salvaguardia e lo spazio vitale degli animali.
Per loro un animale è solo un animale… e questo è davvero triste.






Saigon è davvero grande da vedere ma ha anche tanto da offrire.
Quando si è in cerca di qualcosa non la si trova mai e quindi andando alla cieca mi imbatto in una bella pagoda ovviamente corredata di tutto punto con neon coloratissimi e affollata di fedeli assorti in canti e preghiere.
Purtroppo questa sera non ho tempo di fermarmi a giocare con loro, alcune vecchie conoscenze fatte a Mui Ne sono in città e quindi è tempo di una cena collettiva.
Prendiamo un taxi e ci facciamo portare in una parte della città che ha tutta l’aria di essere più la prima periferia di Milano che quella di Saigon.
Strade larghe ed asfaltate, quartieri residenziali in cemento dallo stile tutto europeo, grandi centri commerciali che si affacciano su parchetti e isole di verde.
Tutto sommato questa ha tutta l’aria della “Saigon perbene”.

Tipico vecchietto che ti vuole raccontare la storia
della sua vita anche se non parla la tua lingua e
tu non lo capisci ma fai continui cenni di assenso.

Lo sport preferito per le stradine di Saigon, PES!

Abile artigiano al lavoro per l'adidas.
Si, certo, come no.

Giardinieri dopo una dura giornata di lavoro.

Ed eccoci al tempio buddista.

Il Tet si avvicina e quindi addobbi come a Natale.

Zio Buddha.

Canta che ti passa.

La pagoda in tutto il suo scintillante splendore.

Il kitch non tramonta mai.

Anche in Vietnam c'è il Bar Sport!

La cena a casa dell'Enrica.
da destra a sinistra in senso antiorario:
Adriana, Mandy, Tommy, io, Mitchell, Enrica, Rossana.
Approdiamo sull’altra sponda e a prima vista sembra di essere tornati tra i villaggi di lamiera e mattoni che si incontralo lungo la Highway 1A, la strada principale è asfaltata ma con grosse buche qua e la e si dirama in sentierini di sterrato o terra rossa, il fiumiciattolo che la costeggia è quanto più simile allo scolo delle acque di spurgo della Fiat che ad una via fluviale praticabile, eppure ci sono delle barche ormeggiate (meglio dire arenate) che fungono da case galleggianti per i proprietari.
Dopo una camminata di 20 minuti sotto il sole battente si opta per uno dei bus locali, piccoli, economici e dove si viaggia schiacciati tra un sacco di gente.
Dopo la prima vista insoddisfacente la seconda vista non migliora e ad essere pignoli nel distretto 2 non c’è nulla di eccezionale se non la possibilità di assaporare la vita di campi e risaie a 5 minuti dalla città più popolosa del Vietnam.
Torniamo in tempo a Saigon per ritrovare uno degli altri ragazzi conosciuti in Cina e siccome è di origini vietnamite lo si costringe a farci da cicerone per una notte e a consigliarci un ristorante dove passare l’ultima notte in città.

Sul fiume Mekong che attraversa la città.

La vita scorre tranquilla.

Alcuni baldi giovini si tuffano nelle cristalline acque del Mekong.

E' tempo di pulizie sul traghetto.

L'altra sponda del fiume.

E' un semplice asilo, non pensate male.

Questi sono ponti progettati per resistere nel tempo, mica pizza e fichi!

Uno spuntino a base di banane e riso cotte in foglie di banano.

La sicurezza prima di tutto.

Quando si finiscono i busti si improvvisa con quel che c'è!

A bordo del bus locale si fa conoscenza con questo
simpatico vecchietto che come si potrà intuire mi
racconterà la storia della sua vita in vietnamita strettissimo.
L'unica cosa che ho potuto capire è che ha fatto
la guerra per 8 anni al soldo del governo di Ho Chi Min
e non del governo fantoccio manovrato dagli americani.

altro ospite del bus è "the Bulldog"!

Appena in tempo per il tramonto.

Da sinistra a destra in senso orario questa volta.
In rosa la cugina di Khoa, io, Mandy, una tipa americana, Tommy, Khoa.

Ultima foto di Saigon dal tetto dell'hotel.

2 commenti:
Bellissime foto, molto suggestive. Complimenti per il blog.
Graaande!
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