venerdì 6 febbraio 2009

Mekong Delta - episodio 1 - My Tho

Altra giornata di sole in Saigon e dopo una colazione veloce prendo al volo uno dei bus locali che mi porterà alla stazione Sud dove, a sua volta prenderò uno dei pullman che vanno a My Tho e l’avventura nel delta del fiume Mekong comincia.

Una tipica stazione degli autobus.

Si scorge appena ma quella è la ruota di un motorino!
Ovviamente c'è anche tutto il motorino
se no che ve lo dicevo a fare?

Bravo, bravo, anche io mi sto a disperare.

Il viaggio è breve e in poco più di un’ora arrivo a destinazione.
Dalla stazione degli autobus di My Tho al centro città ci sono circa 3km, la scelta più comoda è quella di negoziare il prezzo di un passaggio con uno dei numerosi moto-taxi locali che affolleranno il pullman appena arriva e vi si accalcheranno come avvoltoi su di una carcassa.
Purtroppo il prezzo corretto per un passaggio non lo so, io ho scelto di farmela a piedi, un po di esercizio non fa mai male.
Seguendo la strada principale si trovano un bel po di hotel ma non troppo economici.
Non demordendo e costeggiando il fiume fino alla fine della strada finalmente si trova un hotel economico e con la stanza che non puzza di muffa, Vuong Duong 100.000 Dong (all’incirca €5,50) a notte per una camera al quinto piano con vista superpanoramica ful fiume direi che è accettabilissima, anche se non ha l’acqua calda.

Mica male la vista dal quinto piano a My Tho.

Contro l'innalzamento delle acque compra
anche tu una palafitta vista fiume!

Ha quel non so che di bizzarro.

Lungo la strada si possono trovare 1000,
ma che dico mmmmmmmmille di queste
bancarelle che ti vendono noccioline o
polletti allo spiedo o succo di canna di bamboo.

Il traghetto non si ferma mai, è un
continuo viavai di persone e motorini.

Cala la sera sulla città...

... le barche rientrano in porto...

... la gente si affretta per tornare a casa che il riso bollito è pronto...

... e chi già si sistema per la notte.

Un giretto nel mercato ci mostra quanto i vietnamiti amino i bonsai.
Sopratutto in prossimità del Tet.

Finalmente cala la notte, le strade diventano deserte e
il chiacchiericcio della gente va pian piano sciamando.
I negozianti di strada si attardano giocando a carte e qualcuno
già se la dorme appena sotto la pensilina del traghetto.

E' incredibile vedere le strade così vuote, ha davvero del surreale.

Alla mattina torna tutto nella norma, il fiume si rianima
di barche e barchette e barconi tutti indaffarati
nei loro traffici e preparativi.
L'anno del bufalo o bue si avvicina.
Una cosa è certa, sti vietnamiti devono avere degli anticorpi non indifferenti per lavarsi e nuotare in quell'acqua così limpida e cristallina.

Foto artistica.

Siccome il Tet è alle porte l’attività lavorativa dei vietnamiti è alle stelle, ogni giorno e ad ogni ora piccoli e grandi battelli risalgono il fiume e approdano al molo di fronte all’hotel per caricare e scaricare montagne di fiori e piante decorative, persone e oggetti di ogni forma.
Il mercato è in pieno fervore e le strade sono sempre affollate, sopratutto di sera quando chi lavora come commesso o in ufficio finisce e anche camminare per le strade diventa impossibile.
My Tho è davvero una bella cittadina, non ancora molto toccata dal turismo di massa e quindi un ottimo compromesso tra il caos stile Saigon e lo stupore generale della gente delle risaie ed affini.
Con un giorno di ritardo arriva anche la coppia di italiani incontrati la prima volta in Mui Ne, Mitchell e Adriana e con loro si decide di provare qualche posto in cui mangiare.
Purtroppo non ci sono molti locali o ristoranti e quindi la scelta ricade tra il più rinomato ed in stile cinese e quello che gli sta di fianco.
Il primo ha solo pietanze cinesi e come i cinesi ha la cattiva abitudine di buttare per terra tutto lo sporco che c’è sul tavolo e pulire solo a fine serata, morale quando si entra si è costretti a camminare e farsi largo tra gli avanzi e rimasugli degli altri tavoli.
Il piatto principale è uno strano riso arancione con pollo fritto, tutti mangiano solo quello.
Dopo 2 giorni di pollo fritto con riso si è deciso di cambiare e andare dal diretto concorrente dove, a sorpresa si può gustare un piatto intero di cozze o vongole per l’irrisoria cifra di 15,000 Dong (grossomodo €0,70) e quindi è scattata l’abboffata generale.
Un vero e proprio tripudio di conchiglie alla griglia!
L’unico vero posto decente dove si può ordinare un buon caffè con Baileys ad un prezzo ragionevole è il bar che fa angolo proprio vicino all’hotel, per cui decidiamo di concludere la serata in relax.
Per smaltire la cena del giorno prima non c’è niente di meglio di un giro in bicicletta, unendo l’utile al dilettevole ne approfittiamo per fare un tour tra le due sponde del fiume, passando da My Tho a Ben Tre facendo tappa all’isola dell’Unicorno.

Poteva forse mancare la statua di Ho Chi Minh?

Qua hanno delle carote e delle rape di proporzioni bibliche!
Ci puoi ammazzare una persona se gli tiri uno
di questi tuberi dritto in faccia!

Come si è detto, quì si carica di tutto.
Anche le lavatrici con oblò verticale.

E' davvero facile supporre che la barca funga da
casa e da lavoro per l'intera famiglia.
E' proprio vero, poveri ma felici.

Gallo da guardia.

Impicca il Power Ranger.

Una bella vista del fiume Mekong.

Molo di frodo sull'isola dell'unicorno.

Uno dei piccoli villaggi che si trovano sull'isola.

Solo strade sterrate e banani.

Ovviamente ci sono anche le palme.

Pausa caffè.

Una vecchietta che si sbraca sull'amaca.

Oltre non si può andare.

La maggioranza delle abitazione dell'isola dell'Unicorno sono così.

Anche i motorini cadono.

La vita lungo il Mekong.

Il ponte che unisce le due sponde del fiume.
My Tho da una parte e Ben Tre dall'altra.

Ci sono segnali stradali per ogni tipo di veicolo.

Nel mercato di Ben Tre.
Il pigiama è l'abito maggiormente utilizzato dalle donne,
di tutte le età, in tutto il Vietnam.

Anche a me sono cadute le noci di cocco...

Simpatica donzella che pulisce il pesce lungo la strada.

Dove la devo portare sta roba???

Anche a Ben Tre cala la sera ed è tempo di tornare da scuola.

Ma anche di tornare in porto per andare a farsi...

... una tazza di latte e Ovomaltina!
Che qui chiamano Ovaltine.
Carlotta ce l'hai tra i tuoi articoli degli anni '80?

Il giorno seguente abbiamo organizzato un bel tour-fai-da-te che ci condurrà ad esplorare le restanti isolette di questa parte di fiume.
A dire la verità ci è bastato chiedere in giro lungo il fiume (grazie Mitch e Adri), ai vari privati che affittano le barche perchè andare tramite tour organizzati o agenzie sarebbe stato alquanto costoso.
E dunque si parte, lentamente scivoliamo sul fiume attraversando prima un complesso di case galleggianti e poi attraverso un tunnel di palme che ci porterà dritti dritti ad un gustoso spuntino e ad un inatteso incontro.

Pronti per il giro in barca tra le isole?

Pensa che maroni che se lo devono scaricare tutto a mano.

Mentre sia aspetta la barchetta...
Da sinistra a destra:
Adriana, Mitchell, Mandy.

Il prototipo di motorino anfibio.

Trovo che lavare i panni in riva al fiume dove
attraccano le navi sia proprio un ottima idea.
Con leggero disappunto mi accorgo che la batteria di riserva è scarica.
Mortacci mia!

Vietcong, veniamo in pace.

Le casine galleggianti!

Non fa differenza essere sulla terra ferma o sull'acqua,
si lavora lo stesso in mezzo a cani e galline.

Questi simpatici amici dell'uomo corrono sulle varie
piattaforme abbaiando ferocemente.
Che simpatici.

Lavorare con lentezza.

Il canale con le palme è davvero uno spettacolo.

Mentre si aspettano i vari turisti dispersi alla scoperta
degli isolotti è giusto riposarsi un pò.

Il molo di attracco delle varie barchette.

Vuoi un vibromassaggiatore per la tua cervicale?
Adotta un pitone.

La frutta è servita.
Da sinistra a destra in senso orario:
Lychee, ananas, frutto del drago, pomelo, papaya.

Questo invece non siamo riusciti a capire che diavolo sia.

Degustazione di frutta...

... e grappino locale.

Il tutto ovviamente accompagnato da l'orchestrina locale.

Dopo qualche bicchiere di liquore salutiamo e riprendiamo la via del fiume per far visita allo stabilimento dove lavorano il cocco.
Più che stabilimento è una capanna in lamierato e palma da cocco dove tramite varie lavorazioni ottengono un impasto gommoso dal sapore ovviamente di cocco.
Sembra di mangiare una caramella mou.
Il tempo vola davvero e ci accorgiamo solo una volta tornati con la barca in mezzo al fiume che c’è il tramonto.
Per una volta è davvero bello poterselo gustare a pelo d’acqua.
Andiamo a raggiungere frettolosamente l’ultima isola che ci offre, per la verità uno spettacolo un po deludente se comparato con quello visto in precedenza.
Dove sulle varie cartine è segnato un tempio, in verità si erge una pista da balera in cemento e una specie di mappa del Vietnam in miniatura… molto pacchiano.
Ma per fortuna o sfortuna, dipende dai punti di vista, quest’isolotto ha anche un bel parco dove far scorrazzare liberi i bambini attraverso il mini zoo ivi allestito, comprendente la vasca dei coccodrilli, dello struzzo, un paio di scimmie e delle galline che stanno sugli alberi.
Molto strana quest’ultima cosa.
E per chiudere in bellezza il tour siamo andati a caccia di lucciole lungo le rive del Mekong, prima la nostra guida/pilota le ha raccolte in una bottiglietta di plastica e poi le ha sbatacchiate un po per farle illuminare.
Tra di noi ci siamo guardati un po come per dire: “ma che cazzo fa?”, poi sorridendo gli abbiamo preso la bottiglietta, tanti saluti e liberato le povere creature.
Vederle uscire dalla bottiglietta è stato sicuramente piu bello e suggestivo che vederle shakerate.

La via del ritorno.

La nostra guida/autista.

Punto di ristoro per i più comuni turisti.

La parte più interessante nell'intera fabbrica di
cocco-gommoso era vedere Mitchell che cercava
di fare una macro ad un pesce anfibio.

Il super barcone turistico di massa.

Fermiamo la barca per gustarci un po meglio il tramonto.




Questi sono i suggestivi scatti con luce normale.

E guarda con qualche bel filtro per il tramonto cosa si riesce ad ottenere.

Mentre noialtri si cazzeggiava con foto e filtri
questo è quello che ha prodotto l guida con
una foglia di palma da cocco.

Ecco chi c'era ad attenderci sull'ultima isola.

Incredibile ma vero, da questo coso spuntano le banane!

Ed ora la parte del mini zoo.

Che faccia da struzzo!

E per finire le galline volanti!

3 commenti:

Annasara ha detto...

ciao Andrea, sono Pà.
sono in compagnia di Annasara e Morena che mi hanno fatto leggere e vedere il tuo blog nel quale ho trovato veramente notizie piacevoli e foto sia tue che dei vari paesaggi che stai visitando, veramente sbalorditive. Sono contento di vedere che stai bene e hai una bella compagnia. Ti auguro un buon proseguimento in attesa di provare a vedere cosa riesco a fare con il computer di casa. a presto Pà, Morena e Annasara.

Novemberside ha detto...

Passo dal tuo blog ogni qual volta ho bisogno di evadere dalla realtà che mi circonda. Anche queste foto semplicemente stupende. Un caro saluto.

Silvia ha detto...

Ehi, congratulazioni! Blog pittoresco, istruttivo ma sagace! ^_^