Prendendo un battedo d'acqua per 7 ore e 59 minuti arrivo finalmente a Quy Nhon, una ridente ed alquanto intricata cittadina sulla costa del Vietnam del Sud.
In accordo con le incoerenti informazioni delle sempre più inutili guide della LonelyPlanet mi metto alla ricerca di un inesistente ostello.
Dopo otto ore di moto sotto una pioggia da diluvio universale l'ultima cosa che desidero è perdere tempo alla ricerca di un posto dove dormire... e dove fare una doccia preferibilmente calda, per cui intercetto il primo turista con la faccia da "backpackers" e vengo a scoprire che l'ostello che cerco esiste realmente, si è solo spostato a qualche Km da dove doveva essere.
Finalmente la giornata inizia a prendere una svolta positiva.
Come ho detto la città è ridente, ma questo si può dire di tutte le città e villaggi e paesini del Vietnam perchè i vietnamiti ti guardano con aria interrogativa e poi ti ridono in faccia.

Purtroppo la giornata non è delle migliori ma se non
altro a Quy Nhon ha smesso di piovere.

Volevo farmi un bagnetto nel mare non 8 ore di benedizione acquatica.
Inizio a credere che i vietnamiti siano un po anfibi.



Le reti...

... e i pescatori.

Finalmente spunta il sole!

E già che ci sono mi schiumo pure un succo di bamboo sul lungomare.

Nei pressi di una rotonda a Quy Nhon.

Don't Try This At Home!
Dopo una nottata i vestiti sono di nuovo asciutti e quindi riparto ma questa volta opto per una deviazione nell'entroterra.
Riprendo la Highway 1A solo per svoltare in direzione Pleyku e poi Buon Ma Thuot, attraversando un paio di montagne e restando in quota ammiro lo spettacolo dei campi di caffè su terra rossa e la costa che scompare all'orizzonte.
Arrivo a Buon Ma Thuot giusto in tempo per vedere l'ultima giornata della sagra del caffè dove accompagnati da svariati stand variopinti e carri tipo "carnevale a Rio de Janeiro" ho l'opportunità di degustare la scura bevanda persino dentro a noci di cocco.

Pratica soluzione per non essere mangiati dalle feroci zanzare di montagna.

Ogni città ne ha uno ma quello di Buon Ma Thuot mi piaceva più degli altri.
Intendo il monumento eh!

Ecco cosa si può ricavare dalle radici di un albero.
Mucciaccia incollami questo!

Siamo sempre in Vietnam ma l'arte dei Bonsai è ormai universale.

Alambicco locale per la realizzazione della nera bevanda.

Tostatura del caffè secondo un antichissimo metodo Buddistha-Vietnamita-Circense.

Rubicondo e rotondo (non che sudaticcio) oste ammira estasiato la sfilata dei carri.

Ed ecco la sfilata dei carri con tanto di costumini.

Un tripudio di paiette e tul.
Siccome le città che sono tutte sù e giù (vedi Trieste) mi stanno un po sul cazzo lascio Buon Ma Thuot e mi dirigo verso la soleggiante e tranquilla Nha Trang.
Precorro ancora una volta le strette strade di montagna e lasciandomi trasportare dal paesaggio e dalle rapide curve mi dimentico di fare il pieno all'ultima stazione di servizio e me ne rendo solo quando sono nel bel mezzo di una bellissima ed al quanto verdeggiante gola senza segni di presenza umana.
Dopo un oretta buona ad una velocità di crociera antalenante tra gli 1 e i 2 Km/h prendo in considerazione l'idea di pisciare nel serbatoio per allungare la miscela e guadagnare (nelle mie speranze più ardite) quei km necessari per approdare ad una stazione di servizio.
Sono fortunato, alla fine non devo allungare la miscela, arrivo alla civiltà in tempo.
Nha Trang è un tripudio di motorini e gente indaffarata come Hanoi e Huè con in più il sottofondo del mare.
Ovviamente dell'ostello cui avevo preso nota, tratto (e dove se nò!) dalla LoelyPlanet non v'è traccia, anzi no, c'è ma è solo una palazzina in costruzione e ricordando la proverbiale lentezza di codesta gente nell'avviare e finire un qualsivoglia lavoro, penso che come minimo i lavori siano iniziati 2 anni prima.
Non mi abbatto e guardando tra le insegne scorgo un'abbondanza di GuestHouse e hotel a basso costo.
Sono nuovamente salvo.
Un pregio di questa città è di certo il mare e la facilità di comunicazione ma un altra cosa è di sicuro la SPA poco distanti dalle torri Cham dove andare a farsi fare degli ottimi massaggi professionali con tanto di sauna ad un prezzo per noi occidentali davvero ridicolo.
Assolutamente da provare.

Là!
Proprio dietro al monte, un po defilato sulla sinistra,
c'è lo svincolo per Nha Trang.

Il primo pasto della giornata.
Banana fritta con riso bollito... Gnam Gnam!

Il giorno dopo mi rifaccio con un vero pranzo, secondo il tipico stile vietnamita.
Ossia: "per strada con tavolini e sedie Puffo-size rigorosamente in plastica".

La baia di Nha Trang.

Benvenuti alle Torri Cham.

O quantomeno ciò che ne rimane.

Offerta libera a idoli pagani.

Per chi non avesse afferrato le similitudini,
l'architettura è la stessa vista al sito di My Son.


Da uno dei due ponti...

Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha!


Il Tempio del Buddha Bianco.


I mosaici con cocci di porcellana sono incredibili.





Questo non è il Buddha Bianco, è solo un Buddha disteso.

Ottimo posto per fermarsi e riprendere fiato.
(dietro alla campana sulla destra c'è una
simpatica vecchina armata di batacchio ad
altalena pronta a sfondarvi i timpani)

Il Buddha Bianco.


Dentro la panza del Buddha.

Di fronte a Nha Trang c'è la simpatica isola di Vinpearl
raggiungibile da un'altrettanto simpatica cabinovia.

A Nha Trang amano i pinguini ma
nessuno ha saputo dirmi il perchè.

Ecco finalmente la spiaggia di Nha Trang.
In fondo è un pò come essere a Rimini o Riccione,
solamente con meno truzzi.


Arte moderna e giardinaggio.




Hellò!

Motorini lungo il porto.

Le Torri Cham dal ponte sulla costa.

Tramonto sulla baia.

Halò!?!


25 Dicembre 2008

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