Riparto da Dong Hoi verso la "Demilitarized Zone" o DMZ per gli amici.
Questa zona è situata grossomodo all'inizio della parte centro-nord del Vietnm e fu chiamata così in quanto sanciva, o per meglio dire doveva sancire da terreno neutrale durante la guerra, ma fu poi la zona maggiormente bombardata dell'intero paese.
Se non altro, arrivandoci in moto posso affermare che funge anche da confine naturale tra il clima freddo secco del nord e quello piu caldo umido del sud.
La giornata non è delle migliori, no piove ma il celo è coperto da nuvoloni che non lasciano presagire nulla di buono.
Subito dopo aver varcato la linea immaginaria della DMZ percorrendo la Highway 1A, si arriva al desolante villaggio di Ho Xa.
Dopo aver chiesto informazioni presso un hotel (il posto migliore per trovare qualcuno che capisca quello che dico e non faccia gesti di assenso anche quando gli insulti gli avi defunti ridendogli in faccia), prendo una stradina in direzione del mare che mi porterà a visitare i Tunnel di Vinh Moc.
Questi tunnel fanno parte di un'estesissima rete di tunne che durante il periodo della guerra collegava le varie regioni del Vietnam in barba allo Zio Sam.
Ormai di questi tunnel ne rimangono solo qui e in qualche piccolo sito al sud, nel Mecong Delta e nei pressi di Ho Chi Min City.
Questi sono tunnel interamente scavati nella roccia e le profondità variano dai 10m ai 120m nel cuore della terra.
Ovviamente le dimensioni non sono affatto confortevoli, spazi ristretti, soffitti alti circa 1,60m, gradini scivolosi, scarsa ventilazione e un'umidità da farti credere di essere dentro un acquario rendono questo labirinto di cunicoli un posto davvero estremo dove abitare.
E pensare che i vietcong ci hanno passato quasi tutto il periodo della guerra, intere famiglie stipate in nicchie di circa 2 metri quadrati, bagni e cucine tutto nel sottosuolo ma per fortuna in estremità opposte.
Davvero un'esperienza tosta se la si prova a vedere con gli occhi di chi era costretto a viverci.

Un semplice riparo dalle eventuali granate volanti.

Quello che a prima vista potrebbe sembrare un crocevia per le acque di scolo,
altro non è che una trincea per unire i vari ingressi nel sottosuolo.

Il cratere lasciato da una granata Americana.

Ed ecco da dove scenderò.

Spazi angusti e soffitti bassi...

... insieme a gradini ripidissimi e scivolosi rendo
l'esplorazione di questi cunicoli alquanto disagiata

Scavati nella roccia non ci sono solo i passaggi dove
i Vietcong correvano su e giu per il crinale della costa,
ma ci sono piccole nicchie dove le famiglie potevano dormire.
In oltre c'era la nicchia della mensa, la nicchia dell'area comando,
la nicchia dei bagni ecc...
Mi scuso per la foto ma lo sbalzo termico tra
la superficie e l'interno dei cunicoli aveva
temporaneamente appannato la lente.

Una delle uscite che davano sulla costa.

Certo che nascoste erano nascoste, praticamente invisibili.

E la vegetazione fittissima aiutava parecchio a tenerle nascoste.

Incredibile come abbiano vissuto per mesi e mesi in questi cunicoli.
Anche perchè non credo si potessero permettere tanto
liberamente di mettersi a pescare quando gli pareva a loro.

Si esce da una parte...

... e si entra in da un'altra.

Poco più avanti, in una delle spiagge bombardate durante lo sbarco americano.

Un tipo a caso che passava di li e voleva una foto con il sottoscritto.
Questa è la misura media dei vietcong, tenendo conto che
io non sono un gigante ma solo 1 metro e 83, fate voi i conti.
Lascio i tunnel di Vinh Moc e costeggio per un po la strada costiera.
Il cielo continua a minacciare pioggia e la strada oggi è ancora lunga.
Riprendo la Highway 1A che mi riporta attraverso le risaie e i paesini dell'entroterra.
Ormai la mattinata è passata e durante un pieno alla moto vengo invitato da un gruppo di giovani che gestisce la stazione di servizio ad unirmi a loro per pranzo, accetto.
Oggi si mangia riso e pesce!
Li ringrazio, prendo una bottiglietta di acqua e riparto.
L'aria continua ad essere calda ed umida rendendo il freddo degli altri viaggi solo un lontano ricordo.
Ad' un improvvisato accenno di pioggia mi riparo in un'altra stazione di servizio e ne approfitto per rifare il pieno.
La pioggia finisce quasi subito e riparto.
Dopo meno di 1km la moto decide di prendersi una pausa a mi pianta in asso sul ciglio della strada, col rischio che un altro improvviso acquazzone venga a peggiorare ulteriormente la situazione.
Avendo già avuto una sfiga analoga, provo a rifare quello che aveva fatto il meccanico/macellaio??? la volta precedente.
Ovviamente le simpatiche persone delle case vicine non tenendo un cazzo di meglio da fare accorrono come se fosse la sagra del cicciolo di paese.
Bambini festosi ridono e prendono a correre attorno a me e alla motoretta, le donne bisbigliano tra loro e allungano le mani per toccarmi i capelli manco fossi un idolo sacro.
Vecchi e giovani iniziano invece ad allungare le mani sulla moto e farsi i cazzi miei.
Se avessi avuto un AK47 li avrei sterminati senza pensarci 2 volte.
Questa volta per fortuna ho un intuizione geniale, controllo la benzina nel carburatore... troppo olio, troppo viscoso.
Svuoto il serbatoio dal troppo olio, rimetto i tubini al loro posto e dopo una decina di pedavellate la moto riparte.
L'unico inconveniente è che quei cretini di villici mi hanno completamente fottuto la carburazione della moto e quindi perdo altro tempo per rimettere a posto i loro danni.
Questa volta niente meccanici/macellai.
Arrivo a Huè verso le 16, la città è davvero grande, vago a caso seguendo ul flusso del traffico e senza accorgermene arrivo alla zona turistica.
Finalmente un po di fortuna.
Huè è una interessante città, un tempo era pure capitale del paese.
La cittadella imperiale che ne è al centro dicono che sia fatta a copia della Città Proibita che è a Beijing.
Attorno alle mura esterne della città si estendono parchi che costeggiano il corso del fiume e che fanno di Huè una grande, trafficata oasi di verde in mezzo alle risaie.

Finalmente ad Huè.

E pure col sole... meno male.

Attorno alla cittadella ovviamente che c'è?
Ma il fossato!

E la gente ci va tranquillamente a pesca.

Verso l'entrata delle mura.

All'interno delle mura che abbracciano la città
vecchia c'è anche un piccolo museo bellico.

Ragazze "vietcong" con un tipico vestito vietnamita bianco di seta.
E mascherina anti smog!

La piazza della bandiera.

5 dei "9 cannoni sacri".
Gli altri 4 stanno al lato opposto della piazza.

Ed ora l'ingresso vero e proprio alla cittadella imperiale.


Mamma quanto sei brutto!

Più guardo queste statue e più capisco da dove abbiano preso
ispirazione quelli della Square/Enix per i mostri dei vari Final Fantasy.

Verso la prima sala del palazzo.

Tecnica dell'open-space come nei loft di Soho.

Plastico che ricostruisce la cittadella.

Un comodo e pratico libro di bronzo.

Un semplice copricapo con zanne di elefante e pietruzze.

Il Buddha Metallaro.

Purtroppo non è che sia rimasto molto della cittadella, se non grandi spazi erbosi...

... un po di rovine sparse a casaccio...

... svariati edifici in ristrutturazione e vasche piene di acqua rancida...

... e qualche piccolo (si fa per dire) altare.

Fortunatamente è rimasto anche qualche edificio con giardino e fontanella.
Non tutto è perduto.

Se non altro le decorazioni sono davvero belle,
tutte a mosaico con cocci colorati.

A me ricorda una scena tratta dalla "Guerra Galattica" dei Cavalieri dello Zodiaco.
La Poiana (Phenix) contro Il Biscione (Sirio del Dragone).

Momento di relax vicino ad uno dei laghetti all'interno della cittadella.

Ora, io capisco che ci siano gli operai che ristrutturano gli edifici pericolanti...

... ma c'era proprio bisogno di costruirsi anche il
circolo del tennis all'interno della cittadella imperiale?

Una delle porte che danno accesso ad un'area più sacra della cittadella.

Questa è la porta Ovest che delle mura di cinta.

Altra villetta a schiera imperiale con giardino e parcheggio numerato.

Questi disegni sembrano talmente reali che escono dal muro.

Non so perchè ma questa statua mi mette allegria più che incutermi timore.

Un'ultima foto all'ingresso della cittadella...

... e un'ultima foto alla piazza della bandiera.

Lungo le mura interne.

L'ora della siesta.

Ma non per tutti, i capoccioni sono al lavoro.

Appunto, loro!
Io dormo.

Vecchietti sotto l'albero della cuccagna sulle tipiche
seggioline da puffo a sorfeggiare thè o caffè.

E quindi è tempo di uno spuntino pure per me.
Come dire di no ad un invitante raviolone al vapore con un cuore di cocco?

Ebbene si, oggi è caldo e ci si lava nel fiume.

Problemi di carico?

Ed in anteprima mondiale... il nuovo modello di Papa-Mobile.
La crisi mondiale è così profonda che persino
il potentissimo e temutissimo stato della città di
Vatikan ha deciso di tagliare i costi di
produzione/mantenimento e di affidare il tutto
alla sapiente mano d'opera vietnamita.

E visto che c'erano pure quelli della birra Carlsberg.

Uno dei tanti mercatini che si affacciano sulle strade.

Da albero ad altarino.

Vista dal ponte alla periferia della città.

giornata tranquilla oggi, anche l'acqua si riposa.

Vita quotidiana in riva al fiume che taglia la città.


Pescatori sul fiume.

siccome la giornata è stata dura anche per me,
mi concedo un paio di piatti tipici della città.
Il primo è una strana poltiglia bianca
(so cosa state pensando... e non approvo),
dal sapore di gamberetto avvolta in foglie di banana.

Ed un più normale risotto dentro ad una noce di cocco.
Ed ora passo ai doverosi auguri di Buon Natale.
Questi auguri sono rivolti indistintamente a tutti quelli che mi conoscono, quelli che non mi conoscono, a quelli che sono capitati qua cercando "pascmine o aggettivi qualificativi sul cielo in inverno" con google, ancora auguri a tutti i miei parenti, lontani e vicini, agli amici accasati e non e a tutti i loro marmocchi nati in questi mesi, auguri hai conoscenti occasionali e anche a te che sei qui per sbaglio.
AUGURI DI UN FELICISSIMO NATALE
E SE NON CI SI SENTE PRIMA,
AUGURI DI UN BUON 2009.

6 commenti:
Al mio avventuroso marmocchio ^_^, grazie per gli auguri che contraccambio con tutto il cuore.
Io spero di "vederti"...ma .....va bene lo stesso. Divertiti...torno alle mie comuni lasagne bolognesi...sempre che te le ricordi ^_^
Un bacione anche da nonna e a presto rileggerti.
mamy
Ho conosciuto il tuo blog , tramite la tua mamma.Posti incantevoli,meravigliose foto..e non è vero la poltiglia bianche della tua cena sembrava buona!^_^
Grazie per questo viaggio che ci fai assaporare con te..e buon natale!^_^
14febbraio
auguri carissimi dai tuoi cugini pratesi: Saura,Marco e zia Franca. Abbiamo visitato il tuo blog in questo giorno di Natale ed è stato bello vedere i tuoi reportage. COMPLIMENTI!!
Auguri anche a te di Buon Natale
grazie alla tua mamma ho potuto ammirare posti che forse non vedró mai personalmente nella mia vita.
Bellisime foto con commenti che mi hanno fatto sorridere.
ciao........
Andromaca
Tanti Auguri di Buon Natale anche se con un pò di ritardo.. Sono tornata da Edimburgo stanotte.
Un abbraccio grandissimo e i migliori auguri da parte mia e Zack!
Bacio bacio
Sheila e Zack
Grazie a tutti per i commenti e per gli auguri.
Un bacione a tutti quanti.
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